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Come giudicare i docenti meritevoli PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 14 Dicembre 2009 10:33

Il dibattito è aperto. In una intervista a Il Tempo è stata la volta di Marco Paolo Nigi, segretario generale dello Snals Confsal, che propone come principale criterio per la determinazione del merito l'anzianità di servizio.

Secondo il segretario SNALS, il metro dell'anzianità è l'unico elemento di professionalizzazione da prendere in considerazione. La selezione dovrebbe partire dai docenti che hanno almeno una ventina d'anni di anzianità, che potranno accedere ad un corso-concorso di formazione che tenga conto dei titoli professionali e di studio. Agli ammessi sarà concesso un aumento di stipendio in virtù del 30% dei risparmi di tre anni di finanziaria che sono stati destinati a questo scopo.

L'articolo de "Il tempo":
L’intervista a Nigi (Snals) DOCENTI MERITEVOLI MA CHI LI GIUDICA? I nodi della riforma Gelmini di Natalia PoggiSuperiori. La riforma dei licei. se partirà, dovrà riguardare solo le prime classi  La scuola va in vacanza non certo i suoi problemi che dopo la Befana torneranno d’attualità. Tra i nodi a breve termine c’è la questione di come valutare il merito dei docenti. Che è poi uno dei principi ispiratori della riforma Gelmini. «Non è un problema di facile soluzione - dice Marco Paolo Nigi, segretario generale dello Snals Confsal - perché non abbiamo un sistema di valutazione già collaudato come succede in alcuni paesi europei. Noi, quindi, pensiamo che, attualmente, il merito sia valutabile con il metro dell’anzianità di servizio cioè un elemento di professionalizzazione. E che quindi per la valutazione bisognerebbe partire da una selezione di quei docenti che hanno almeno una ventina d’anni di anzianità professionale»  E dopo la selezione? «Chi è destinato al merito potrà accedere a una specie di corso-concorso di formazione che tenga conto dei titoli personali, dei titoli di studio. Quelli ammessi verrebbero, così, gratificati».  Perché non chiedere il giudizio degli alunni? «Se facciamo giudicare gli alunni sarebbe una specie di tribunale, una gogna. Un merito potrebbe essere la promozione del 100% degli alunni ma c’è il rovescio della medaglia: il sospetto di troppo buonismo».  Il premio cos’è: un aumento di stipendio? «Naturalmente, in virtù del 30% dei risparmi di tre anni di finanziaria (in base all’art 64 del 133) che sono stati destinati al merito dei docenti. Alla fine, sarà un premio più simbolico che reale».  Passiamo al secondo problema: la riforma delle superiori «A tutt’oggi non sappiamo se la riforma delle superiori partirà nel 2010. Ci sono intralci di ordine legislativo e costituzionale. Comunque siamo dell’avviso che la riforma, se partirà, dovrà interessare tutti gli ordini di scuola liceali e tecnici limitativamente alle prime classi. Non vogliamo che per le seconde, le terze ecc. si applichino già le riduzioni di discipline e dell’orario che deve rimanere inalterato. Anche per rispetto agli alunni che sono stati avviati su quel percorso di studio».  E i tagli di cattedre? «Saranno inevitabili con le riduzioni delle discipline».  Per questo si è scioperato in questi giorni? «Quegli scioperi non hanno avuto senso perché la riforma, molto probabilmente, non partirà. E comunque è una partita che si giocherà il prossimo mese».  Dulcis in fundo: le classi di concorso «Le classi di concorso riguardano i titoli di studio dei docenti per insegnare certe discipline: con la riforma saranno rivoluzionate. Secondo noi dovrebbero partire un anno dopo l’avvio della riforma. Perchè creerebbero ulteriori problemi. Alcuni esempi? Ora un laureato in matematica può insegnare anche fisica; con la riforma non lo potrà più fare, ci vuole la laurea in fisica. Nell’ambito umanistico le cose sono ancora più complesse. Questo cambiamento dell’accesso all’insegnamento va fatto gradualmente per dare il tempo di riorganizzarsi».  E sulla previsione degli organici nelle scuole? «Chiediamo che il calcolo di previsione sull’organico funzionale sia mantenuto almeno per tre anni. E’ una previsione più sana e seria che dà la possibilità ai precari di mantenere quel posto anche se l’anno successivo non c’è più».
Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Dicembre 2009 18:18