Sondaggi

DIPLOMATI MAGISTRALI ANTE 2001/02 PDF Stampa
Giovedì 05 Luglio 2018 10:50
Comunicato stampa

LO SNALS CHIEDE UNA SOLUZIONE POLITICA PER LE PROBLEMATICHE DEI DIPLOMATI

MAGISTRALI ANTE 2001/02, DEI LAUREATI IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA
E DI TUTTI COLORO INSERITI A PIENO TITOLO IN GAE
 

Roma, 4 luglio 2018 - Da un comunicato stampa del MIUR si apprende che nell’ambito

del “Decreto Dignità” sarebbe inserita una norma tendente a rinviare di quattro mesi gli

effetti delle sentenze di merito in materia. Questa soluzione porterebbe a mantenere in

ruolo o in GAE gli interessati confermando eventualmente le supplenze annuali dal mese

di settembre. Evidentemente il problema si porrà alla scadenza dei quattro mesi anche se
circolano ipotesi di ulteriori deroghe.

Lo SNALS-CONFSAL ritiene inaccettabile il metodo e cioè che la materia non sia stata oggetto

di confronto con le organizzazioni sindacali e assolutamente inadeguata l’ipotesi prospettata

tendente a prendere tempo e a differire la soluzione di un grave problema che ormai si trascina

da molto tempo tra illusioni e speranze deluse, anche in riferimento a tre pronunciamenti
favorevoli del Consiglio di Stato smentiti successivamente dalle sezioni riunite in seduta plenaria.

La situazione già caotica rischia di aggravarsi ulteriormente perché i 120 giorni per ottemperare
alle sentenze del TAR avranno decorrenze diverse a seconda delle date dei provvedimenti giurisdizionali.

Abbiamo notizie che nelle Marche l’Ufficio Scolastico Regionale ha dato disposizioni fin dal 5 giugno
di depennare dalle GAE i diplomati magistrali in applicazione delle sentenze di merito.

Sulle problematiche del presente comunicato lo SNALS CONFSAL ha già chiesto un incontro al Ministro

dell’Istruzione e della Ricerca e alle Commissioni Parlamentari competenti nell’intento di trovare una

soluzione politica tale da poter contemperare le aspettative dei diplomati non prevaricando i legittimi
diritti dei laureati in scienze della Formazione Primaria e di coloro già inseriti a pieno titolo nelle graduatorie permanenti.
Ecco perché chiediamo una soluzione politica del problema.